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    Libertà Religiosa in Italia, a che punto siamo.

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    La libertà religiosa in Italia: a che punto siamo?Criticità e proposte delle chiese evangeliche italiane Il 20 Luglio 2019, alle ore 10:30, le sottoscritte denominazioni ed enti federativi evangelici, in occasione della seconda edizione del “Christian Expò. La grande fiera cristiana”, hanno tenuto presso la Tendostruttura del Palapartenope di Napoli, una tavola rotonda sul tema:

    La libertà religiosa in Italia: a che punto siamo?
    Criticità e proposte delle chiese evangeliche italiane

    Il 20 Luglio 2019, alle ore 10:30, le sottoscritte denominazioni ed enti federativi evangelici, in occasione della seconda edizione del “Christian Expò. La grande fiera cristiana”, hanno tenuto presso la Tendostruttura del Palapartenope di Napoli, una tavola rotonda sul tema: “Libertà religiosa in Italia: a che punto siamo?”.
    Sono state esposte delle criticità ma anche delle proposte.

    APERTURA:
    His Excellency Louie Gohmert, congressman USA

    SONO INTERVENUTI:
    Carmine Napolitano (Presidente della Federazione delle Chiese Pentecostali)
    Samuele Pellerito (Presidente delle Chiese Elim in Italia)
    Emanuele Campo (Coordinatore Chiesa Cristiana Pentecostale Italiana)
    Giovanni Di Francia (Presidente delle Congregazioni Cristiane Pentecostali)
    Michele Passaretti (Presidente Nuova Pentecoste, Presidente della Consulta Evangelica)
    Giovanni Traettino (Presidente della Chiesa Evangelica della Riconciliazione)
    Emanuele Frediani (Presidente della Chiesa Apostolica in Italia)
    Giacomo Ciccone (Presidente Alleanza Evangelica Italiana)

    HANNO MODERATO:
    Alessandro Iovino (scrittore e giornalista, membro del Comitato Esecutivo del Christian Expò)
    Giuseppe Scarallo (editore e pastore evangelico, membro del Comitato Esecutivo del Christian Expò)

    CON LA PARTECIPAZIONE DEL COMITATO ESECUTIVO DEL CHRISTIAN EXPO’:
    John Tufaro, Marco Pala, Giovanni Tagliaferri, Antonio Morra, Vincenzo Abbate, Ludovico Albano

    PRESENTAZIONE

    di Alessandro Iovino

    L’Articolo 19 della Costituzione della Repubblica Italiana recita: “Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume”.

    Chi pensa che la libertà religiosa sia una questione che interessi solo le minoranze, si sbaglia. Come diceva Martin Luther King: “Fino a che tutti non sono liberi, nessuno è libero”. Sono fermamente convinto che quella spirituale, sia la madre di tutte libertà. Uno Stato democratico che ignora, o peggio limita e calpesta, la libertà di ogni cittadino di vivere la dimensione religiosa, di fatto nega e mortifica la sua umanità, oltre che spiritualità.

    In tutti gli anni in cui sono stato impegnato come assistente parlamentare al Senato della Repubblica, mi sono occupato molto di libertà religiosa. Nel nostro paese, nonostante la Costituzione garantisca questo diritto, in molti casi vengono negati i diritti fondamentali delle comunità religiose.

    E’ una questione che riguarda molte confessioni. Ci piace dirlo del nostro paese, spesso per indicare i limiti, talvolta per esaltarne le unicità. Ma in questa materia, possiamo ben dire che l’Italia, rimanendo circoscritti al solo campo dell’Unione Europea, rappresenta davvero un “caso unico”. L’esistenza del Concordato per la Chiesa Cattolica e delle Intese per “tutto il resto”, rende il panorama religioso italiano molto complesso, anche solo da definire. Perché oltre il Concordato e le Intese, ci sono tutte quelle confessioni non riconosciute, e quindi di fatto, non rappresentate davanti allo Stato.

    Ma per rimanere nell’alveo della galassia evangelica, la situazione appare frammentata ed eterogenea. Esistono situazioni al limite. Ci sono denominazioni che patiscono una forma di persecuzione burocratica: di fatto viene loro impedito di professare liberamente il culto e le altre attività spirituali. Eppure esistono anche Chiese che godono di Intesa con lo Stato, ma che, incredibilmente, pur hanno registrato delle restrizioni e limitazioni.

    Per questo abbiamo invitato, intorno ad un tavolo, alcuni presidenti e rappresentati delle denominazioni evangeliche per formalizzare un report che presenteremo alle autorità politiche italiane preposte, alle massime cariche dello Stato e all’organizzazione “International Religious Freedom Roundtable” di Washington DC, in collaborazione con il CESNUR (Centro Studi sulle Nuove Religioni) di Torino diretto dal prof. Massimo Introvigne. Questo documento vedrà l’endorsment del congressman USA Louie Gohmert, presente alla firma del documento a Napoli, nel corso del Christina Expò del 20 luglio 2019.

    Il nostro intento è di poter diffondere ai media questo lavoro, che raccoglierà dati ed indicazioni, oltre che ovviamente suggerimenti, per il superamento delle difficoltà che vedono protagoniste le comunità evangeliche italiane. Per me è un dovere non solo spirituale ma anche civico. Nel maggio del 2019, al Salone del Libro di Torino, sono stato insignito del “FIRMA – Religions for Freedom Award”, per il mio impegno in favore delle minoranze religiose, in particolare di quelle cristiane. Quando mi intervistarono per Canale 5, dichiarai pubblicamente che avrei continuato il mio impegno in favore di questa nobile battaglia, dentro e fuori i confini dell’Italia. E’ un dovere spirituale, oltre che civico.

    LEGGI TUTTO SUL SITO DEL CESNUR: 

    La libertà religiosa in Italia: a che punto siamo?
    Criticità e proposte delle chiese evangeliche italiane

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