Il Primo Ministro turco Ahmet Davutoglu ha dichiarato che gli investigatori sarebbero vicini a identificare uno dei sospetti responsabili della strage di Ankara che, stando alle stime attuali (in costante aggiornamento), ha ucciso almeno 97 persone.

 

Intervistato dalla rete NTV, Davutoglu ha spiegato come questo doppio attacco mirasse a indirizzare le elezioni del 1 novembre: “Non c’è dubbio che si sia trattato di attentati suicidi. Ne abbiamo la certezza in seguito ai test del DNA eseguiti. Siamo vicini a un nome, il che ci condurrà a identificare un gruppo d’appartenenza”.

 

Stando a quanto riportato dall’agenzia Reuters, due fonti della sicurezza avrebbero sottolineato come alcune tracce ritrovate sul luogo dell’esplosione ricondurrebbero allo Stato Islamico, date le somiglianze con un attentato suicida avvenuto a luglio a Suruc, nei pressi del confine siriano.

 

Le due esplosioni sono avvenute mentre centinaia di persone si radunavano in strada per protestare in merito agli scontri avvenuti tra i militanti curdi e le forze di sicurezza turche. Una manifestazione organizzata da attivisti, gruppi sociali e dall’HDP, il Partito democratico dei popoli, dichiaratamente filocurdo. Proprio quest’ultimo, stando alle indagini condotte, pare fosse il reale obiettivo dell’attentato.

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