Il comandante delle forze della Nato in Afghanistan, il generale John Campbell, ha commentato la tragica vicenda del bombardamento di Kunduz, nella zona dell’ospedale di Medici senza frontiere, nel corso di un’audizione a Washington. La decisione di bombardare sarebbe stata presa nell’ambito della catena di comando statunitense, e l’ospedale colpito non sarebbe che un errore.

 

La prima versione della Nato in merito alla vicenda indicava come l’intervento fosse stato deciso per proteggere le forze speciali statunitensi, presenti nella zona per aiutare l’esercito afgano nella lotta ai taliban. Il 5 ottobre Campbell, nel corso di una conferenza stampa al Pentagono, ha dichiarato che la richiesta d’intervento era in realtà giunta proprio dalle truppe afgane.

 

La posizione di Medici senza frontiere in merito non è mai cambiata, con il presidente di Msf International, Joanne Liu, che ha ribadito sui social come questo atto non sia catalogabile in alcun altro modo se non con la definizione di crimine di guerra: “Le dichiarazioni del governo dell’Afghanistan implicano che le forze armate afgane e statunitensi abbiano deciso di radere al suolo un ospedale. Ciò vale come ammissione di un crimine di guerra”.

 

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci il tuo nome

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.