CINEMA È VITA – FRIDA KAHLO

CINEMA È VITA – FRIDA KAHLO
Frida Kahlo

CINEMA È VITA – FRIDA KAHLO

A cura di Miriam Girardi

 

«Non sono malata. Sono rotta. Ma sono felice, fintanto che potrò dipingere».

Queste sono le parole della protagonista del film di questa settimana, una grande donna  ed una grande artista: Frida Kahlo.

Si è scelta quest’opera cinematografica autobiografica perchè, oltre a regalarci uno spaccato della vita della Kahlo come donna e artista, dona un quadro storico del Centro-Sud America nel novecento, precisamente del Mexico, in quanto sua patria.

Frida è un film del 2002, vincitore di numerosi premi, diretto da Julie Taymor, incentrato sulla sofferta vita privata della pittrice messicana, interpretata da Salma Hayek.

Adattamento cinematografico del libro Frida: A Biography of Frida Kahlo di Hayden Herrera.

Colori decisi e forti sono quelli che usa nelle sue opere e sono quelle che la regista ripropone nel film. I colori sono connessi ai sentimenti e più sono forti più vuol dire che valgono la pena di essere vissuti. Questa è la filosofia di vita della pittrice, che fin da ragazza deve lottare a causa di un incidente che la blocca a letto, ingessata per la frattura di alcune vertebre.

Essendo sempre stata una grande appassionata d’arte e seguendo le orme del padre, Guillermo Kahlo, anche lui artista, decide di continuare il suo percorso artistico anche se in quello stato. Per questo i genitori le regalano in un primo tempo tele e pennelli da poter appoggiare a letto, da cui comincia a ritrarre i suoi piedi e poi ad installarle uno specchio nella parte alta del baldacchino, così da potersi specchiare e da quest’ultimo regalo lei comincia una serie di autoritratti alcuni anche celebri.

Molto importante è anche ricordare che Frida oltre che per dipingere, gran parte del tempo lo usava per studiare, informarsi e leggere, essendo grande appassionata di filosofia, storia e soprattutto di politica.

I dottori non avevano mai dato speranza alla ragazza ed alla sua famiglia di una ripresa, ma questa ci fu e Frida con tutte le sue forze la colse e fece di tutto per migliorare, riuscendo ben presto a camminare. Questa ripresa fece nascere in lei la voglia di capire quanto potesse essere apprezzata dal mondo in quanto pittrice.

Per poter dare una svolta alla sua vita va alla ricerca di un uomo e incontra colui che le cambierà per sempre il suo destino: Diego Rivera, famoso pittore messicano, comunista e donnaiolo, interpretato da Alfred Molina.

Tra loro nasce un rapporto d’amicizia intenso che sfocia in una passione ardente. Inizialmente si fidanzano e poco dopo convolano a nozze.

La felicità non dura molto, in quanto Diego la tradisce ripetutamente con diverse donne. Frida allora per amore decide di cambiare e di assecondarlo, così diventa anche lei fredda e aperta a qualsivoglia relazione. Lo segue anche a New York, dove la situazione precipita quando lei perde il bambino che portava in grembo e viene a sapere che anche la madre è in fin di vita.

Decide che per rinascere deve tornare in Messico, ma invece la piccola grande donna crolla quando scopre una relazione tra il marito e la sorella Cristina.

 

«Ho subito due gravi incidenti nella mia vita…il primo è stato quando un tram mi ha travolto e il secondo è stato Diego»

Ha sopportato anche troppo, non può più far finta di nulla. Decide di separarsi e si allontana da lui crollando in una depressione profonda che la porta anche all’alcolismo.

Dopo questo periodo buio si rincontrano per ospitare l’esule russo Trotsky, con il quale lei avrà una breve relazione. Inseguito partirà per Parigi, qui la città l’accoglie in modo grandioso ed è un trampolino per farla conoscere nel resto dell’Europa.

Tornata in Messico, viene incarcerata perché accusata di aver dato ospitalità ad un esule, però presto viene liberata da Diego di cui è ancora follemente innamorata, nonostante i continui tradimenti e delusioni.

I due decidono di risposarsi. Le viene amputata una gamba e viene colpita da una forte polmonite che la blocca a letto e pure non perde la voglia di lottare.

Ha vissuto una vita intera sperando un giorno di poter tenere una mostra nel suo paese e quando arriva quel momento il medico le vieta di muoversi, in quanto il suo stato peggiorava sempre di più, ma lei testarda riesce a farsi trasportare alla mostra con tutto il letto tra lo stupore del marito Diego e della folla.

Il film si chiude sempre con Frida sul letto mentre dona a Diego un regalo per i loro venticinquesimo e chiede al marito di non essere seppellita, ma di essere cremata.

Un finale degno dell’artista, amaro e dolce, come del resto tutta la sua vita. Una donna piccola, ma con grandi spalle, che sono riuscite a sopportare i dolori della vita, da un amore mancato alla perdita di un figlio. Un monito per chi si ferma al primo ostacolo.

La vita va vissuta intensamente perché essa stessa è un capolavoro.

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