CINEMA È VITA – IL COLORE VIOLA

Il Colore Viola

CINEMA È VITA – IL COLORE VIOLA 

A cura di Miriam Girardi

 

«La vita finisce presto, il paradiso è eterno…»

Celie

 

Il film di questa settimana è Il Colore Viola, titolo originale The Color Purple, ambientato nella Georgia degli anni Venti, nel sud degli Stati Uniti, terra di lavoratori e contadini, guidata da modi di pensare schiavisti e razzisti.

L’opera del 1985 è del regista Steven Spielberg, con protagonista una fantastica Whoopi Goldberg. Tutto ruota attorno al ruolo della donna, il modo in cui viene trattata e il modo in cui viene amata.

Spielberg riesce a illustrare temi come gli abusi sessuali, le violenze domestiche e il coraggio di ribellione delle donne stesse, purtroppo ancora molto attuali, con grande delicatezza.

La storia prende spunto dall’omonimo romanzo di Alice Walker che ha vinto il Premio Pulitzer alla narrativa e prevede un cast tutto al femminile, oltre la già citata Goldberg, troviamo anche Margaret Avery e Oprah Winfrey, mentre il protagonista maschile è Danny Glover.

La storia inizia con Celie, ragazzina quattordicenne che in seguito alle violenze subite da parte di quello che crede essere il padre, dà alla luce due bambini, un maschio e una femmina, che le vengono brutalmente strappati dopo il parto.

Il padre la fa subito sposare ad un uomo rimasto da poco vedovo e con quattro bambini, che nei suoi confronti non ha nessuna stima ed usa molta violenza. Ad un certo punto nella loro vita coniugale arriva da loro la sorella di Celie, Nettie, che ha deciso di scappare di casa in seguito alle molestie sessuali che il padre le rivolgeva. Nettie è l’unica persona al mondo da cui Celie si senta amata e che ama profondamente a sua volta. La ragazza insegna a Celie a leggere e a scrivere, ridona alla sorella la tranquillità di cui ha bisogno, fino a quando Nettie capisce che Albert, il marito della sorella è un uomo cattivo e che rivolge anche a lei le sue attenzioni morbose. Ribellandosi a tutto questo la ragazza viene cacciata di casa e dalla terra dell’uomo, ma ripete più volte prima di andarsene che le avrebbe scritto e che solo la morte avrebbe potuto impedirglielo.

Passano gli anni, ma Celie, ormai una donna, sempre in attesa, non ha mai ricevuto una lettera della sorella Nettie, perchè il marito anticipandosi all’arrivo del postino gliele nascondeva.

La storia è un susseguirsi di colpi di scena, soprattutto quando la moglie di uno dei figli di Albert si ribella al marito. L’uomo non tollera che sia la nuora a comandare in casa del figlio ed incita quest’ultimo a picchiarla, ma la donna, di nome Sofia non molla. Non molla neanche quando litiga con il sindaco finendo poi in carcere. Una seconda donna che lotta per dimostrare di non essere inferiore né agli uomini in quanto donna, né ai bianchi in quanto nera.

La terza donna è Shug Avery cantante e ballerina nonché ex amante di Albert, che per un pò di tempo vivrà con loro e conoscerà sotto una nuova veste Celie.

Passano ancora degli anni, ben otto, quando il giorno di Natale Sofia esce di carcere e Shug torna in paese per salutare Celie e dirle di essersi sposata. Sosta a casa di Albert e Celie e resta a cena con loro. Il mattino seguente arriva la posta e la va a prendere Shug, tra le lettere ne trova una di Nettie e, approfittando dell’ubriachezza degli uomini, la consegna a Celie. Tra la commozione scopre che sua sorella è viva e sta bene, che ha trovato i suoi figli, Olivia e Adam e che vivono tutti e tre in Africa. Le due donne si apprestano alla ricerca delle altre lettere e una volta trovate, Celie sente di essersi riappropriata di un pezzo di vita che le era stato negato e decide di andarsene e di lasciare il marito.

Dopo varie scoperte ritorna in città e diviene proprietaria della casa del padre ormai morto. Albert comicia a provare una specie di pentimento nei confronti di Celie e decide di mettere a disposizione il suo denaro e le sue conoscenze per far ricongiungere la famiglia della donna.

Infatti il finale è dei più dolci, Celie rabbraccia i figli e la sorella in un campo pieno di fiori viola, lo stesso dove le due sorelle da piccole giocavano.

 

«Credo che Dio si arrabbi se, per esempio,

uno passa vicino al colore viola in un campo senza notarlo.»

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