CINEMA È VITA – OCI CIORNIE

A cura di Miriam Girardi

Questa settimana ho deciso di proporre un film con due grandi artisti italiani: Marcello Mastroianni e Silvana Mangano.

Il film in questione è una trasposizione cinematografica ad opera di Nikita S. Mikhalkov del 1987, che decide di rendere omaggio allo scrittore Cechov, basandosi sulle pagine del “La Signora col cagnolino” con il film Oci Ciornie.

Una commedia divertente, ironica ma anche molto malinconica e riflessiva.

Con un cast spettacolare, come già anticipato Marcello Mastroianni e Silvana Mangano, alla sua ultima comparsa sul grande schermo e poi anche Marthe Keller ed Elena Safonova, solo per citarne alcuni.

Presentato in concorso al Festival di Cannes 1987, vale a Marcello Mastroianni il premio per la migliore interpretazione maschile e una candidatura come miglior attore ai Premi Oscar del 1988.

Il protagonista della commedia è un uomo sposato, che ha una relazione con una signorina russa.

L’intera storia è raccontata da un cameriere su una nave traghetto. Il cameriere è un certo Romano, un italiano di mezza età che racconta ad un signore russo Pavel, in un vagone ristorante della nave traghetto la storia della sua vita.

Il protagonista racconta dal principio, dal momento in cui incontra la giovane russa dagli splendidi occhi neri (oci ciornie, da qui il titolo) alle Terme di Montecatini ed il loro folle amore di una notte e l’improvviso abbandono di lei per il forte turbamento che l’uomo le ha provocato.

Tormentato dal ricordo di quella donna, l’italiano si reca in Russia alla sua ricerca, ma come per il racconto di Cechov, il protagonista si trova dinanzi ad una verità, quella in cui lui non è più lo stesso, è sfiorito, stanco, il seduttore di una volta è invecchiato e la giovane russa, ora una donna, nell’attesa di un uomo che non sarebbe più tornato ha voltato pagina.

La sua Vita è stata riempita solo da delusioni, insoddisfazioni e pusillanimità.

La prima è stata la moglie Elisa che ha pensato solo all’amministrazione dei beni di famiglia, a condurre una vita agiata e a criticare il marito quando le sembrava necessario; la seconda è stata la figlia, che non l’ha mai amato e non lo ha trattato mai come un padre, mancandogli spesso di rispetto; e la terza ed ultima è stata Anna, che era l’unica che provava per lui quello che si può chiamare Amore, ma lui non è riuscito a capirlo e quindi lei essendo stata abbandonata e tradita ha deciso di voltarsi da un’altra parte per continuare a vivere.

La vita gli ha donato tanto: amore, serenità e felicità, ma lui si è lasciato scivolare via tutto senza usare nemmeno una di queste gioie.

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