CINEMA È VITA – TRA LA TERRA E IL CIELO

CINEMA È VITA – TRA LA TERRA E IL CIELO
Tra la terra e il cielo

CINEMA È VITA – TRA LA TERRA E IL CIELO 

A cura di Miriam Girardi

Cos’è la vita?

L’armonia tra i cinque elementi.

Cos’è la morte?

Il disordine tra essi.

( Brij Narayan Chakbast)

 

Il film di questa settimana è Tra la terra e il cielo, titolo originale Masaan, del regista Neeraj Ghaywan.

Film francoindiano del 2015 presentato al Festival di Cannes nella sezione Un certain regard e vincitore del Prix de l’avenir e del Premio Fipresci.

La storia si svolge a Benares città che affaccia sul Gange, dove il regista riesce a far scorrere in modo parallelo due vite, quella di Devi Pathak, interpretata da Richa Chadda e di Deepack Chaudhary, interpretato da Vicky Kaushal.

I due ragazzi vivono in modo drammatico i risvolti dell’amore che la vita di tutti i giorni regala loro e della morte che porta solo confusione e disordine.

Devi si sente responsabile della morte del ragazzo e Deepak, che vive nel quartiere dei forni crematori dove ci lavora con suo padre e suo fratello e tutti i giorni vede persone morte,  resta sconvolto quando la ragazza che ama perde la vita.

Non il solito film bollywoodiano ricco di canzoni e balli, ma un film che presenta in modo drammatico la situazione di un paese che ogni giorno fronteggia la tradizione del passato. Il dramma visto non solo come disperazione, ma come tassello utile alla propria formazione. La perdita che loro provano serve a crescere in modo più saggio ed ad avere un nuovo punto di vista sulla vita.

Il regista chiude il film nel migliore dei modi, i due ragazzi anticonformisti e consapevoli delle loro possibilità lottano fino alla fine per riunire i pezzi della loro vita in una nuova città e con un nuovo lavoro.

Fino ad allora non si erano mai conosciuti, ma si ritrovano entrambi sulla riva del fiume in un pianto liberatorio e qui insieme salgono su di una barca per andare a Sangam.

Per gli indiani e la religione indù Sangam è un luogo sacro, è il punto di unione di tre fiumi Gange, Yamuna e Saraswati, quest’ultimo un fiume sotterraneo che secondo la mitologia è il fiume dell’aldilà, questo passaggio regala allo spettatore un pizzico di speranza e ricorda che anche nei momenti bui c’è sempre la luce e la salvezza.

 

Deepak: Dicono che a Sangam si deve andare almeno due volte.

Devi: Davvero?

Deepak: La prima da soli. La seconda con qualcuno.

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