CINEMA È VITA – I FIGLI DELLA MEZZANOTTE

A cura di Miriam Girardi

 

“Sono la somma di tutto ciò che è accaduto prima di me,

di tutto ciò che mi si è visto fare, di tutto ciò che mi è stato fatto”.

 

I Figli della mezzanotte, adattamento cinematografico dell’omonimo libro di Salman Rushdie, presente tra i 100 libri del secolo di Le Monde.

Alla regia troviamo l’indiana Deepa Mehta, anno 2012, presentato al Toronto International

Film Festival nello stesso anno.

Sia il libro che il film presentano una ricca e fitta matassa come trama, che parte dalla nascita allo scoccare della mezzanotte del 15 agosto del 1947 di mille bambini.

Data simbolo, in quanto in quell’esatto momento l’India proclama la propria Indipendenza dall’Impero britannico.

Bambini nati nel e per il cambiamento.

Ognuno di loro possiede doti straordinarie, in particolar modo Saleem Sinai, scambiato alla nascita da un’infermiera nella culla, che è capace di penetrare nei cuori e nella mente degli uomini.

Pellicola adatta a tutte le età, dal sapore dolce amaro come ci ha abituati già in precedenza la regista Mehta, che non ha paura di portare sul grande schermo le problematiche della sua terra, quest’ultima travolgente come un fiume in piena.

 

“Per capire una sola vita, dovete inghiottire il mondo”.

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