«Datti una mossa, non aspettare la cicogna». Questa la frase significativa della Ministra della Salute Beatrice Lorenzin pronunciata in riferimento al Fertility Day, giornata di sensibilizzazione per la procreazione, e per la quale si sono venute a creare dure critiche. Molte sono state le polemiche rivolte alle parole pubbliche della Lorenzin, soprattutto da parte dei più giovani. L’intento della Ministra è quello di promuovere una giornata nazionale a favore della maternità e della paternità, a protezione di un Paese come l’Italia, Paese che, ad oggi, risulta essere a crescita zero. A causa dell’ingente riduzione del numero delle nascite, nell’iniziativa si esortavano i più giovani e fertili a procreare, al fine di favorire un corretto equilibrio naturale. La procreazione e la genitorialità sono i doni più belli che la vita stessa possa regalarci. Tuttavia, purtroppo, la lunga condizione di precarietà che l’Italia sta vivendo in questo periodo incide negativamente sulle nostre vite, privandoci di questo desiderio naturale. Un numero sempre maggiore di coppie desiderose di creare una famiglia si vedono costrette, oggi, a rinunciarvi proprio a causa di questa precarietà, dovuta in primo luogo all’instabilità lavorativa. Questa condizione è sintomo del malfunzionamento di una società che si avvia verso una profonda crisi interna. L’Italia, che sta attraversando un periodo di forte instabilità sociale dovuta alla mancanza di opportunità lavorative e di molte altre problematiche di natura economica e politica, trascina con sé quest’insicurezza sociale, condizionando le vite di ognuno di noi. La fragile struttura dell’essere umano, soprattutto quella dei più giovani, è influenzata da questa instabilità, non consentendo un’esistenza stabile, proprio perché vengono a mancare i presupposti necessari a garantire una sicurezza, quella sicurezza a cui ci si aggrappava in un tempo passato. Questi presupposti sono prioritari, fondamentali e necessari per poter garantire l’istituzione della famiglia nei suoi bisogni minimi, ovvero attraverso la stabilità lavorativa. Senza questa stabilità non ci può essere una solida famiglia. Anche la modernità, l’evolversi di una società sempre più complessa, rende difficile l’assecondare di molti bisogni perlopiù inutili e superflui, ai quali dobbiamo fa fronte, con spese talvolta eccessive. Vi sono problemi sociali che vanno affrontati prima di tutti gli altri proprio a causa della loro rilevanza. Urge, pertanto, una soluzione a questi problemi prioritari da parte dello Stato affinché i giovani di oggi possano essere messi in condizione di vivere una vita economicamente stabile a favore di una famiglia felice, al fine di trascorrere in modo dignitoso una buona esistenza.

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