Nonostante le manutenzioni di routine che si svolgono ogni due-tre anni, la Torre dell’Orologio, simbolo di Londra e della Gran Bretagna intera da ben centocinquantasei anni, rischia di fermarsi e, nel peggiore dei casi, di cadere a pezzi. L’Elizabeth Tower, rinominata così dopo il Giubileo di diamante di Elisabetta II, ha bisogno di lavori urgenti con una durata stimata di circa tre anni e anche di 40 milioni di sterline.

 

Tra i danni della torre non ci sono soltanto le lancette erose dalla ruggine, ma anche la calotta di vetro che copre le quattro facciate della torre; inoltre tutto l’organismo presenta crepe e instabilità varie nella muratura, con elevato rischio che frammenti possano cadere giù dai 96 metri dell’orologio, generando disastri.

 

Dopo il lungo stop di ventisei giorni del 1976 è quindi probabile che il Big Ben si fermerà per altrettanti giorni nel minore dei casi, oppure per molto più tempo dato che oltre alla struttura generale sono gli ingranaggi interni ad avere bisogno di una “rinfrescata” dopo ben 156 anni. E’ anche vero però che un periodo di stop così ampio danneggerebbe il turismo della città londinese, senza dare per l’appunto l’opportunità ai turisti internazionali di poter udire i celebri rintocchi della Tower.

 

Niente panico però, perché da grandi riparazioni derivano anche grandi novità. Si sta pensando infatti di costruire a 96 metri di altezza un centro visitatori, accompagnato da un ascensore che renderebbe il traffico della torre, fino ad ora accessibile al suo interno solo dai cittadini britannici, più veloce, senza quindi dover percorrere tutti i 364 scalini per salire fino in cima.

 

Un’idea utile e innovativa per cui varrebbe aspettare così tanto!

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