De Laurentiis Napoli

Il Napoli non ha smarrito il percorso tracciato da De Laurentiis!

Il Napoli è una squadra che è stata costruita –anno dopo anno- per cercare di ottenere un posto in Champions League. La massima competizione continentale  permette al club azzurro di avere notevoli proventi con la sola partecipazione alla fase a gironi del torneo.

Chiaramente, per la legge dei grandi numeri e se, al vertice del campionato di serie A, si verificano situazioni tali da poter usufruire di qualche decisivo vantaggio per aumentare le chance di successo, la compagine partenopea potrebbe conquistare il tanto agognato terzo Scudetto della sua storia.

Il 6 settembre 2004 Aurelio De Laurentiis, diventato presidente del Napoli Soccer subentrato alla SSCNapoli, dopo il fallimento di quest’ultima, ha chiarito subito quali sarebbero state le strategie programmatiche della nuova società.

IL PROGETTO DE LAURENTIIS ED IL LABORATORIO OPERANTE

Il Patron del Napoli mise al primo posto la realizzazione di un laboratorio operante in grado di far crescere giovani prospettici calciatori per poi inserirli  gradualmente nella prima squadra dando loro la possibilità di mettere in mostra talento e voglia di emergere.

Fu individuata, in questa linea programmatica, anche e soprattutto la possibilità di avere notevoli plus valenze nel caso di vendite dei calciatori in questione.

Nei vari step dell’iter stabilito dalla Società non si è tenuto conto di alcuni particolari per far crescere il fatturato e non affidarsi quasi esclusivamente alle plus valenze menzionate:

Il club non ha strutture adeguate per competere a pari livello con altre quotate società. Anche Benitez lo affermò chiaramente.

Rispetto ai suoi predecessori, De Laurentiis ha un substrato economico che gli permetterebbe di attuare il rischio di impresa, caposaldo dell’imprenditoria.

Non ha un organico societario di notevole rilievo.
Mancano nell’organigramma societario validi ed affermati dirigenti.
Ha una conduzione del club a livello familiare.
Il club difetta nella comunicazione. e forse potrebbe maggiormente operare in merchandising e marcheting

Queste solo alcune delle tante considerazioni che si potrebbero rilevare per giustificare il legittimo –ma personale- operato dell’imprenditore De Laurentiis.

Per vincere lo Scudetto e/o altri titoli, da inserire in una bacheca societaria scarna di trofei importanti, le programmazioni dovrebbero essere improntate su altri presupposti.

Attendere la crescita dei giovani da mettere in un puzzle, che si va deteriorando con il tempo a causa dei continui cicli che si aprono e poi si chiudono, non consentono ad un Club di assurgere ai massimi livelli nazionali ed internazionali.

Un iter che può portare solo ad una discreta visibilità e ad un fatturato che permette di rimanere stabilmente in un contesto di competitività senza garantire a chi lo mette in atto successi ed altro.

GLI ALLENATORI DEL NAPOLI

Per realizzare pragmaticamente il suo intento imprenditoriale, De Laurentiis si è affidato ad alcuni allenatori che in grado di garantirgli la crescita dei giovani calciatori acquistati e gestire, nel migliore dei modi, una rosa –molte volte incompleta- capace di centrare l’obiettivo primario: la presenza nell’Europa che conta e che elargisce molti proventi…

Il Napoli non ha un organico pari a quello di alcune società ambiziose e definite concorrenti alla conquista dello Scudetto.

La Juventus può permettersi di effettuare continui turnover e di far riposare, a turno, giocatori del calibro di Dybala, Marchisio, Buffon,Cuadrato, Douglas Costa, Bernardeschi ed altri che possono risolvere partite nel momento in cui vengono chiamati in campo da Allegri.

Maurizio Sarri, non ha le stesse possibilità di gestire una rosa altamente competitiva come quella della Vecchia Signora.

LAVORO DI SARRI A NAPOLI

Il tecnico azzurro deve operare in un contesto ambientale e societario in cui si richiedono risultati positivi, bel gioco unito a vittorie limpide e senza sofferenza alcuna, continua turnazione per far riposare i titolarissimi, dare spazio ai giovani e vittorie di trofei: il tutto condito da ricorrenti critiche anche sulle formazioni schierate sul terreno di gioco.

Lavorare in queste condizioni sarebbe problematico per qualsiasi allenatore ed in particolare modo per Sarri che, attualmente e nonostante tutto,  ha condotto il Napoli in cima alla classifica, ha stabilito vari record difficilmente uguagliabili in futuro e  sta facendo crescere giovani che dimostrano un discreto talento, ma che devono ancora maturare per poter essere utili ad una causa che De Laurentiis e la tifoseria azzurra dovrebbero sposare in toto: belli e vincenti.

SCONFITTA CON L’ATALANTA

La sconfitta subita contro l’Atalanta, con la conseguente eliminazione dalla Coppa Italia, è stata oggetto di molte critiche.

Non è stata analizzata a sufficienza la situazione attuale della squadra azzurra: gli infortuni di Ghoulam e Milik. La deficitaria  campagna acquisti effettuata in estate dalla società, la necessità di far riposare i titolari che, a breve, saranno chiamati a difendere il posto di Capolista della serie A, i prossimi impegni in Europa League e tanto altro.

NAPOLI BELLO E VINCENTE?

Napoli bello e vincente? Sarri si è adoperato a far si che ciò si avverasse e la strada per ottenere qualche … grandissima gratificazione e soddisfazione per la tifoseria, è ancora aperta, sempre che l’ambiente sia maggiormente unito attorno a colui che lavora in tal senso e cerchi di valutare anche altre contingenti situazioni.

Vincenzo Vitiello per EuropaCalcio.it

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