Sarri Napoli

Descrivere l’operato di Maurizio Sarri, da quando si è seduto sulla panchina dl Napoli, è impresa ardua, visto che ancora una piccola frangia della tifoseria napoletana ed alcuni media riescono a trovare qualche piccolo cavillo per poter avvallare la loro opinione non completamente favorevole al  tecnico toscano.

I numeri sono incontrovertibili: da quando è cominciato il suo ciclo, il Napoli, come riportato da vesuviolive.it, ha stabilito ben nove record:

1) Maggior numero di vittorie: 26 (2016/2017)

2) Minor numero di sconfitte: 4 (2016/2017)

3) Maggior numero di vittorie in casa: 16 (2015/2016)

4) Maggior numero di vittorie in trasferta: 13 (2016/2017)

5) Minor numero di sconfitte in casa: 0 (2015/2016)

6) Minor numero di sconfitte in trasferta: 2 (2016/2017)

7) Vittore iniziali consecutive: 6 (2017-2018)

8) Maggior numero di vittorie consecutive: 8 (2015/2016)

9) Vittoria più larga in trasferta: Bologna-Napoli 1-7 (2016-2017)

Di fronte a queste performance dell’allenatore della squadra azzurra bisognerebbe togliersi il cappello e riconoscere un lavoro che ha portato il Napoli ai vertici del calcio nazionale oltre a regalare al club partenopeo una grande visibilità nell’Europa che conta: la Champions League.

Una serie di vittorie consecutive, accompagnate da un gioco che mai nessun allenatore ha fatto vedere in Italia, pur considerando e non dimenticando la svolta radicale che ha dato al calcio nazionale Arrigo Sacchi.

Sarri, a differenza dell’ex tecnico del Milan e della Nazionale, si è ispirato maggiormente al calcio di Pep Guardiola, dotando la compagine partenopea di un gioco in cui vi è una chimica di squadra unica ed ineguagliabile.

Una coralità  che sfiora la perfezione e che mette in condizione i calciatori di effettuare un gioco che li gratifica alla stregua di una attività contraddistinta dalla gratificazione  nell’eseguire schemi che hanno la finalità di far … viaggiare il pallone verso traiettorie ben studiate e finalizzate.

Più volte,  il tourbillon effettuato dai giocatori azzurri ha prodotto un senso di smarrimento negli avversari che, a loro volta, non sono riusciti ad imbastire una qualsivoglia manovra -studiata e preparata in allenamento- per il disorientamento procurato dagli schemi della formazione azzurra.

Sarri, inoltre, ha e sta valorizzando molti giovani talenti messi a sua disposizione da Aurelio De Laurentiis, e,  per effettuare questa operazione utile alla società ed alla squadra anche in proiezione futura, ha dovuto far ricorso a tutto il suo impegno in termini di tempo e lavoro affinchè i talentuosi ragazzi imparassero il suo credo calcistico.

Sta di fatto che, attualmente, il Napoli può beneficiare di molti cambi nei reparti difensivi e di centrocampo ed il nuovo infortunio occorso ad Arkadiusz Milik ha privato il tecnico di una pedina importante per effettuare un opportuno turnover anche nel reparto avanzato.

Prima i critici, poi una parte della tifoseria ed in ultimo De Laurentiis hanno invocato un maggior turnover per far crescere tutta la rosa a disposizione.

Forse, una interferenza inopportuna se le si vede nell’ottica di poter raggiungere i grandi traguardi agognati dall’intera tifoseria partenopea in breve tempo.

Comunque, ora il Napoli alterna – nei due reparti sopra citati-  regolarmente più calciatori onde poter far riposare i titolarissimi  in vista degli impegni ravvicinati della compagine azzurra nelle tre competizioni in cui è impegnata: Campionato, Champions League e Coppa Italia.

I turnover vanno fatti con attenzione e prudenza inserendo alternativamente negli undici titolari al massimo un paio di giocatori, fermo restando che nei big match ci si dovrebbe  affidare alla formazione titolare che possiede due requisiti fondamentali: affiatamento e maggiore esperienza.

Sarri, provvederà con il tempo a conciliare le esigenze della società con la crescita di tutti i calciatori a disposizione oltre a competere, in modo ottimale, sui tre fronti in cui è impegnata la squadra.

Queste considerazioni, purtroppo non sono bastate per debellare tutte le critiche  o puntualizzazione nei confronti dell’operato dell’allenatore.

Partendo dal presupposto che non esiste un allenatore perfetto, perchè, riportando una citazione di Aristotele: ‘’Le persone perfette non combattono, non mentono, non commettono errori e non esistono’’, resta il rammarico che il popolo napoletano  possa perdere una occasione unica e storica: ammirare e gioire, serenamente e senza alcun condizionamento, per il magico momento che sta attraversando il Napoli, una squadra che meriterebbe ampiamente quel titolo tricolore mancante da troppo tempo ad una città che tanto da al calcio e poco riceve in cambio.

Vincenzo Vitiello per EuropaCalcio.it

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