Il calcio italiano non ha la volontà di crescere

Il calcio si evolve con il passare degli anni e le varie situazioni tecnico tattiche –che si sono susseguite nel corso degli anni- vengono analizzate con molta superficialità ed  opportunismo  da parte degli addetti ai lavori del mondo del pallone.

Che i media affrontino questo tema in modo non completo usando un metro di giudizio non uguale per tutte le situazioni, invece rappresenta una involuzione dell’informazione e –forse un danno- per il calcio italiano.

Il Catenacccio è uno schema tattico usato principalmente dagli anni 1940 alla prima metà degli anni 1970 e gli allenatori che sono stati gli esponenti di maggior successo del modulo in questione furono Helenio Herrera e Nereo Rocco

QUANDO SI AFFERMO’ LA ZONA

Nella seconda metà degli anni 1970 iniziò ad affermarsi la tattica della marcatura a zona. Tuttavia il Catenaccio resistette -seppure con la contaminazione della marcatura a zona- nel solo settore del centrocampo, ma  acquisendo maggiore versatilità, fluidità di manovra e imprevedibilità oltreché un atteggiamento più offensivo. Tale evoluzione tattica prenderà il nome di Zona mista e fu adottata con successo dalla Juventus di Giovanni Trapattoni e dalle Nazionali guidate da Enzo Bearzot e Azelio Vicini.

ERA SACCHI

Graduali  innovazioni che si sono susseguite fino  1987, quando Berlusconi sceglie Arrigo Sacchi come nuovo allenatore del Milan.  Sacchi compie una vera e propria rivoluzione nel modulo  di gioco e nelle tecniche di allenamento all’interno della squadra rossonera. Sfruttando a fondo le caratteristiche del gioco a zona, ponendo un’assoluta attenzione alla fase difensiva, cui aggiunge il pressing a centrocampo.

Il Milan e l’Italia calcistica beneficiarono di questa ‘’rivoluzione’’ nel mondo del pallone. In Europa non guardavano più il calcio italiano con diffidenza.

Si aprì una nuova era calcistica in cui –alla stregua di quanto accadeva nei principali campionati europei- il tecnico di Fusignano diede ampia dimostrazione –non solo con un  Milan ricco di Campioni, ma anche nella Nazionale- che il calcio è spettacolo e si può deliziare le platee dei milioni di tifosi appassionati di questo sport unendo spettacolo e risultati oltre a dimostrare la validità di moduli vincenti.

EUROPA PREDILIGE LO SPETTACOLO

L’Europa, sempre sensibile ad opportunità che possono ritornare utili all’economia delle varie Nazioni, ha proseguito su di una strada in grado di fornire un grande spettacolo apprezzato da tutto il Mondo, ne ha tratto enorme benefici in termini economici vendendo un prodotto apprezzato e richiesto anche da altri continenti.

Oltre all’aspetto calcistico, il Vecchio Continente, ha continuato a creare una cultura al  livello dei settori giovanili, con scuole calcio che non mettevano al primo posto il conseguimento -fine  a se stesso, ed a tutti i costi- del risultato  sportivo, ma ben altri valori. Sono stati realizzati stadi molto funzionali, varie strutture per creare un substrato su cui poter lavorare proficuamente.

Risultato? Grandi introiti dovuti all’enorme interesse per il prodotto offerto, arrivo di molti investitori stranieri  e conseguente ripartizione dei proventi a tutti i club , in modo equo.

L’Italia ha una cultura diversa e molte volte, invece di guardare al bene comune, ogni Società, legittimamente, guarda al proprio orticello. Allora:

—Stop e retromarcia per trovare moduli calcistici che tendono prima a distruggere il gioco degli avversari e poi a conseguire un opportunistico risultato positivo.

COSA AFFERMA CIRO VENERATO

’Un nostro comune amico sta lottando contro un avversario tosto, di quelli chiusi in difesa, ma sta studiando le giuste contromisure.Arrigo gli ha inoculato una giusta dose di sensibilita’ per dargli forza e coraggio.  Lui i nemici li ha sempre combattuti guardandoli in viso, senza mai prenderli alle spalle: in campo e fuori. E’ stato l’unico citti’  criticato per aver perso un mondiale ai calci di rigore con il Brasile. A Trapattoni, con tutto l’affetto che si puo’ provare per Giovannino, fu risparmiato tutto. In Corea ce la prendemmo con Moreno. Agli Europei fu colpa del biscotto tra Svezia e Danimarca. Mi sa che lo stessa unita’ di misura certa stampa la adotta anche con Maurizio Sarri, allievo prediletto del mio amico (e maestro) Arrigo’’.

Afferma il giornalista Ciro Venerato, che –involontariamente- dimentica che in Italia si tende ad emulare solo situazioni ed operazioni che portano ad un tornaconto personale invece di riferirsi ad un calcio più produttivo in tutti i sensi, ricordando che:

Spalletti e’ un signor tecnico, su questo non ci piove, e al San Paolo si e’ comportato in maniera saggia. Ha cercato di chiudere ogni varco in difesa, bloccando le linee di passaggio azzurre in seconda linea. Tattica rispettabile, ma assolutamente passiva, non degna di un club che aspira allo Scudetto. L’Atalanta, tanto per non fare nomi, e’ scesa in campo con un piglio tattico diverso. Il 75 per cento di predominio territoriale (che non e’ il possesso palla) e’ tanta roba per un match tra prima e seconda. Il Napoli non ha vinto perche’ poco lucido sotto rete in alcune occasioni, senza dimenticare le paratone di Handanovic.

CALCIO PIU’ PRODUTTIVO E MENO SPETTACOLARE?

—Via a ‘catenacci’ mascherati e giustificati per il il valore degli avversari che una squadra incontra.

—Via a schieramenti che a volte che prevedono ben nove uomini dietro la linea del pallone.

—Via a pullman parcheggiati nelle aree di rigore degli avversari.

—Via a  un moduli che prevedono rigide marcature ad uomo sui calciatori piu’ pericolosi.

—Via con il distruggere il gioco di allenatori che studiano ed insegnano calcio come Maurizio Sarri.

…INVECE LA STAMPA ITALIANA COSA FA?

Tutte situazioni comprensibili e legittime, ma di comprensibile c’è ben poco se si legge una stampa che esalta questi sistemi opportunistici di gioco e fornisce enormi gratificazioni  a squadre ed allenatori che ne fanno uso con la triste e conseguente considerazione che:

IL CALCIO ITALIANO NON HA LA VOLONTA’ DI CRESCERE.

Vincenzo Vitiello per EuropaCalcio.it

News on catenaccio made in Italy

 

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