Ignazio Marino, ormai quasi ex-sindaco di Roma, ha ufficializzato le sue dimissioni alle ore 19.30 seppur il suo annuncio fosse atteso sin dalla mattinata. Dimissioni che non sono ancora del tutto certe, dal momento che, come scritto dallo stesso Marino, ha ancora venti giorni per cambiare decisione. A far traboccare il vaso è stato l’ennesimo episodio che lo ha messo in cattiva luce nei confronti del Pd, suo sostenitore in Campidoglio, ovvero lo scandalo degli scontrini e delle cene a spese dei cittadini romani.

Non è bastato infatti il tentativo del Partito Democratico di riavvolgere un nastro ormai consumato con l’ex-sindaco, in estate, attraverso l’elezione di quattro nuovi assessori – Marco Causi, Stefano Esposito, Marco Rossi Doria e Luigina di Liegro – dei quali tre hanno abbandonato l’incarico lasciando l’ex-sindaco praticamente solo. Ignazio Marino ha dunque avuto due possibili strade da percorrere: optare per le dimissioni oppure ottenere la sfiducia del Pd. Ma quali sono ora gli “steps” da compiere per eleggere il nuovo sindaco della Capitale?

Sindaco, consiglio e giunta comunale avranno, durante i primi 20 giorni dall’annuncio delle dimissioni, esclusivamente poteri di ordinaria amministrazione della città. Trascorsi questi primi giorni, il sindaco sarà definitivamente sollevato dal suo incarico. Sarà dunque il prefetto di Roma Franco Gabrielli a prendere in mano le redini cittadine, nominando un commissario provvisorio, per un periodo limitato di 90 giorni, entro i quali occorrerà nominare un commissario straordinario, per una città che, a partire da dicembre, dovrà fronteggiare il Giubileo. Una condizione d’incertezza generale per la Capitale, che si protrarrà fino alla prossima primavera, quando avranno ufficialmente inizio le votazioni per il nuovo sindaco.

Stamattina, ai piedi del Campidoglio, molti manifestanti hanno mostrato e urlato con fermezza decine e decine di slogan, tra i quali: “Ho distrutto Roma” e “Marino #gameover“. Non sono mancati però anche i pro-Marino, i quali hanno affermato che il sindaco abbia dato uno scossone al sistema corruttivo e alla gestione della città nei confronti delle mafie.

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