Sarri Napoli

Intervistato in esclusiva dal quotidiano napoletano “Il Mattino“, Maurizio Sarri, nuovo manager del Chelsea, con cui è in vetta alla classfica di Premier League, torna sul suo addio al Napoli dopo tre stagioni, senza risparmiare una frecciata al presidente Aurelio De Laurentiis.

Così il tecnico toscano: “Mi capita di ripensarci a quel Fiorentina-Napoli. Sarebbe stato il coronamento di una storia straordinaria, di un sogno mio, della squadra e di tutta la città. Qualcuno ha fatto ironia sulle mie parole, ma chi ha fatto sport sa che abbiamo perso lo scudetto in albergo“.

Sulla sua separazione dal club azzurro: “Ero a cena con Pompilio, il collaboratore di Giuntoli, con cui stavo discutendo proprio se restare o no. Abbiamo acceso la tv e abbiamo visto l’ingresso alla Filmauro di AncelottiCos’ho pensato? Quello che pensavo prima, ma me lo tengo per me…Perchè non sono più l’allenatore del Napoli? Ancora non lo so. Bisogna chiederlo alla società. Ma ora ho il Chelsea, e sono felice. C’erano dei motivi per cui volevo rimanere al Napoli e c’erano dei motivi per cui avevo delle perplessità. Il contratto che ha voluto il presidente prevedeva una clausola rescissoria con scadenza 31 maggio e invece il 21 maggio hanno fatto il contratto ad Ancelotti. Spero Carlo possa riuscire dove non sono riuscito io per la città, per i tifosi. Napoli è una città straordinaria, merita di vincere lo scudetto. Io da tifoso del Napoli sono contento che sia lui ora a fare l’allenatore perché non solo ha vinto ovunque è stato, ma si è fatto voler sempre bene da tutti. Vuol dire che le qualità umane e professionali sono straordinarie“.

Poi su De Laurentiis: “Gli sono grato perché mi ha fatto allenare la squadra che ho nel cuore, se sono qui al Chelsea è perché ho allenato il Napoli. Per il resto il De Laurentiis a cui voglio bene è sicuramente il figlio Edoardo. Il ricordo da dimenticare per me sono le sue parole al “Bernabeu” dopo la gara con il Real Madrid: non ho mai snobbato, ho sbagliato solo una partita, quella di andata con il Lipsia, che ci è costata la qualificazione. Ma era obbligatorio fare tutti quei cambi perché il sogno del gruppo e della città era lo scudetto“.

L’allenatore parla anche di Gonzalo Higuain, che con lui in panchina segnò 36 gol: “Era un campione affermato e con me, che arrivavo dall’Empoli dove ero una specie di signor nessuno, si è messo senza esitazione e con semplicità a disposizione: non è vero che ha tradito Napoli, ha voluto lasciare Napoli perché il presidente del Napoli era De Laurentiis“.

Infine: “Nulla è stato più bello che vincere allo Juventus Stadium. Una notte unica. A livello umano, invece, l’amore di ogni giorno dei napoletani nei miei confronti. Ai calciatori del Napoli dico che siete dei ragazzi straordinari, continuate così perché ce la potete fare a conquistare quel sogno che abbiamo sfiorato. Concludere la carriera al Napoli può essere l’obiettivo, maprima voglio rimanere al Chelsea, in questo splendido club, ancora per tantissimo tempo. Qui è tutto stupendo, non c’è nulla che non vada bene. Un sogno allenare questo club“.

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