Per combattere concretamente il terrorismo, l’Italia investirà un miliardo di euro sulla sicurezza e un miliardo sull’educazione, perché la risposta dell’Italia non può essere solo securitaria. Così «per ogni euro in più investito sulla sicurezza deve esserci un euro in più investito in cultura». Ad affermarlo è il premier Matteo Renzi nella Sala degli Orazi e Curiazi dei Musei Capitolini a Roma durante l’evento «Italia, Europa: una risposta al terrore».

Nel concreto della proposta, il bonus di 80 euro sarà esteso alle forze dell’ordine, mezzo miliardo per potenziare la difesa e altrettanto per  le periferie, 200 milioni per migliorare equipaggiamenti e 150 milioni di euro sulla cyber security. Il miliardo investito nella nostra “identità”, queste le parole del Premier, porteranno anche un bonus da 500 euro per i neomaggiorenni e una carta bonus da investire in teatri, musei e concerti. Ci saranno poi borse di studio per gli studenti meritevoli e infine 150 milioni di euro per donare a tutti i cittadini che lo vorranno la possibilità di dedicare il 2xmille a una associazione culturale.

Lotta ferma al terrorismo, dunque o  «rischiamo che l’Europa diventi una vittima collaterale degli attacchi di Parigi». Così Renzi ribadisce che «l’Italia non cambia la propria posizione dopo i fatti di Parigi, al contrario vede confermata la propria posizione, a partire dalla centralità del Mediterraneo e dei Balcani. Giovani donne, giovani uomini hanno perso la vita per mano dei terroristi. Erano persone normali, mi piace definirli cittadini, laici martiri del nostro tempo, Ma proprio oggi noi dobbiamo dire che l’unico modo per ricordare Valeria e i caduti del terrorismo è continuare a vivere, a testa alta».

L’entità della cifra impone dei cambiamenti nella prossima politica fiscale, il governo infatti proporrà di spostare al 2017 la diminuzione dell’Ires, proprio per poter finanziare gli investimenti in sicurezza e cultura. Ai partiti Renzi chiede di sostenere queste misure, ma per ora i partiti dell’opposizione, da Forza Italia ai 5 Stelle, restano critici mentre la Lega scende in piazza proponendo il divieto del velo e l’obbligo di crocifisso nelle scuole.

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