domenica, Novembre 27, 2022
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Duje, le pizze di Michele Leo sposano I Brunelli “superstar”

  • Tre pizze gourmet “griffate” Michele Leo.
  • Tre Brunelli pluripremiati 2015 del Poggiolo (Montalcino).

Queste sono le sei cose che ho scoperto, ahimè, soltanto due settimane fa e che mi hanno fatto capire una nozione fondamentale per un food advisor: non ci rendiamo conto di cosa il nostro palato si sia perso negli ultimi anni fino a che non assaggiamo qualcosa di strepitoso.

Ho avuto il piacere di partecipare alla sfida lanciata da Duje, in cui si è cercato di accostare due eccellenze italiane per impreziosirle a vicenda: la Pizza napoletana e il Brunello di Montalcino.

Una sfida assolutamente superata, per la gioia delle mie papille gustative.

CREARE UNA PIZZA È COME AMARE QUALCUNO

La particolarità di Duje (che trovate in Largo P. Annigoni 9, a Firenze) è il ruolo del pizzaiolo. Come un artigiano che si prende cura di ogni fase della creazione del proprio prodotto, Michele Leo accudisce e coccola anche i suoi commensali, come un oste che apre le porte della sua bottega.

L’attenzione per colui che assaggia ogni piatto è unica, perché unico è il modo in cui viene concepita la pizza in questa cucina:

“ Come nei rapporti fra le persone, fare la pizza è frutto di un insieme di relazioni: fra l’acqua e la farina, fra lievito e tempo, fra forno, legna e temperatura. Ci vuole impegno, metodo e leggerezza per fare una buona pizza. E anche quando c’è tutto questo, non basta. La pizza si può sfaldare, i condimenti da complici possono mettersi l’uno contro l’altro coprendo a vicenda il sapore e appiattendo il gusto. Bisogna fare attenzione, prendersi cura di tutti gli aspetti, ma deve venire anche facile. Come amare qualcuno. ” – Duje

IL LOCALE

Duje nasce nel 2015 da un’intuizione di Pietro Baracco, condivisa con Simone Fiesoli. Entrambi imprenditori toscani, avevano un sogno che poi è diventato realtà: valorizzare la qualità della pizza d’ispirazione napoletana, servendola in un locale accogliente e curato in ogni piccolo dettaglio. Il maestro pizzaiolo Michele Leo ci fa assaggiare la sua arte che, con pochi e selezionati ingredienti di alta qualità, prende vita nella cucina dove Toscana e Campania possono fondersi fino a regalare dei prodotti unici.

La serata si è rivelata un bellissimo momento di condivisione, non solo un evento esclusivo del food fiorentino, che ha permesso di conoscersi facendo una delle cose più naturali per gli esseri umani: parlare in tranquillità mangiando del cibo delizioso. Se mi conoscete sapete che se ci sono due cose che amo sono proprio le persone o, meglio, conoscere e creare reti di persone sempre nuove, e il buon cibo. A volte il cibo è scadente. Altre volte le persone si rivelano noiose. Per questo è importante trovare luoghi come Duje, dove l’accoglienza crea l’atmosfera calda di casa e i piatti sono pensati per farci gustare ogni singolo ingrediente.

UNA SFIDA VINTA: IL MATRIMONIO TRA MONTALCINO E PIZZA NAPOLETANA

Adesso arriviamo al momento più prelibato: quello in cui spengo il cervello e accendo il cuore e lo stomaco per parlarvi di cose ho potuto assaggiare.

Abbiamo iniziato con un’entrée di pizza fritta con lampredotto e salsa verde, unione delle due tradizioni riunite per l’occasione, e fantastica scoperta per un amante del lampredotto come me.

Siamo andati avanti con l’assaggio del famoso Brunello di Montalcino 2015, dell’azienda agricola Il Poggiolo, accostato a una versione della pizza Margherita impreziosita dal sapore deciso del ragù napoletano, cotto a lungo e a fuoco lento, come vuole la tradizione. Volete che vi descriva il sapore? Un sugo come quello che le mani delle nonne fanno “pippitiare” per lunghe ore la domenica, con le polpette napoletane tenere e succose da mangiare con l’impasto delicato della pizza.

A seguire, hanno proposto un “Terra Rossa” 2015 del Poggiolo abbinato a una pizza inedita al Brunello di Montalcino: cavolo nero, fior di latte, salsiccia e salsa di patate con una riduzione del pregiato vino. Una meravigliosa invenzione di Michele Leo.

Il dessert ci ha fatto concludere con un abbraccio alla nostra dolce amata città: il “Bacione di Firenze” della Cantucceria Fiorentina. Un involucro di pasta frolla con un morbido cuore di gianduia amaro arricchito con granella di nocciole, gustato sorseggiando “Le mie Bollicine – Metodo Classico 2013”.

Foto della serata a cura reparto marketing di duje.
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