martedì, 11 Agosto 2026
spot_img
HomeApprofondimentiBenessere animale: un reportage tra canili sovraffollati, allevamenti in difficoltà e controlli...

Benessere animale: un reportage tra canili sovraffollati, allevamenti in difficoltà e controlli insufficienti.Benessere animale: un reportage tra canili sovraffollati, allevamenti in difficoltà e controlli insufficienti.

di Carla Tanzillo e Antonio Izzo

Le nuove norme non bastano: la tutela degli animali in Italia continua a dipendere dal territorio, mentre episodi recenti come la morte di un cavallo a Nocera, durante una festa tradizionale, mostrano quanto la distanza tra legge e realtà resti ancora profonda.

La porta del canile comunale si apre con un rumore secco. Dentro l’odore di disinfettante si mescola a quello dell’umidità.” Siamo in pochi e facciamo quello che possiamo”, racconta una volontaria. Lavora da anni in una struttura che ospita più animali di quanti ne possa contenere, come tante sparse nella penisola. Ed è in luoghi come questo che la distanza tra la legislazione italiana e la realtà quotidiana diventa evidente.

La normativa di riferimento per gli animali d’affezione resta la Legge 281/1991, un testo pioneristico che oggi mostra i suoi limiti: nessuna definizione di standard minimi nazionali e controlli centralizzati, né uniformità di applicazione. Dal 2026 sono entrati in vigore nuovi standard tecnici per la gestione di canili e rifugi, con requisiti più stringenti su spazi, personale qualificato e protocolli di biosicurezza. Sulla carta, un passo avanti, sul campo, però, il quadro è più complesso. Le gare d’appalto al ribasso, per esempio, restano la norma e quando il criterio è il costo più basso il benessere animale diventa un obiettivo lontano.

Negli allevamenti, la situazione è ancora più delicata. La normativa europea spinge verso standard più elevati, ma l’Italia procede a rilento. Per gli allevatori, infatti, adeguarsi alle nuove regole comporta investimenti importanti, e ciò determina uno slittamento generalizzato, da nord a sud, delle nuove certificazioni di standard per tali strutture.

Molte aziende, quindi, non sono pronte, e i controlli, affidati a un sistema multilivello, non riescono a essere capillari.  Anche da questo deriva la mancata realizzazione normativa del “benessere animale.”

La legge nazionale del 2025 (n.82/2025) ha introdotto un principio rivoluzionario: gli animali sono essere senzienti, aumentando le pene per maltrattamento e uccisione. Un ulteriore tassello normativo, il decreto legislativo n.183/2025, in vigore dal 19 dicembre 2025 recepisce una direttiva europea del 2024 e riordina la disciplina sulla sperimentazione animale.Ma negli uffici veterinari la domanda è sempre la stessa: “Chi farà i controlli?” 

Seppure in aumento le segnalazioni, il personale resta uguale, e spesso privo di strumenti adeguati. Il viaggio attraverso canili, allevamenti e uffici pubblici mostra una verità semplice e scomoda: in Italia il benessere animale non è garantito dalla legge, che non riesce a proteggere davvero, ma dal territorio.

In alcune regioni i canili sono moderni e trasparenti; in altre, le strutture sono sovraffollate e prive di personale.  Stessa disparità per le adozioni che alcuni enti promuovono con campagne efficaci, mentre altri lasciano i cani a languire in freddi box per anni. La legge è la stessa, ma la sua applicazione cambia da provincia a provincia, in assenza della rivoluzione più importante: quella culturale.

L’Italia ha compiuto passi avanti importanti riconoscendo la sensibilità degli animali, aggiornando manuali e procedure e inasprendo le pene. Ma, finché non arriverà una legge quadro moderna, finanziata e applicata in modo uniforme, il benessere animale resterà un obiettivo più che una realtà.

E l’attualità, purtroppo, lo dimostra con chiarezza. Il sei gennaio, a Nocera Inferiore, durante la tradizionale Cavalcata dei Re Magi, un cavallo si è improvvisamente accasciato mentre trainava una carrozza, morendo davanti alla folla radunata per la festa. L’animale è rimasto a terra, coperto da un telone, mentre la manifestazione proseguiva come se nulla fosse accaduto. Un dettaglio che ha indignato cittadini e associazioni, e che riporta al centro una domanda inevitabile: quanto vale davvero la vita di un animale quando la tradizione sembra contare più della sua sicurezza? Così, tra canili sovraffollati, allevamenti in difficoltà, controlli insufficienti e cavalli che crollano sull’asfalto durante una festa popolare, resta evidente che la distanza tra ciò che il Paese dichiara e ciò che accade è ancora troppo grande.

LEGGI ANCHE ...

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

- adv - spot_img

I più letti

Cosa dicono i lettori