sabato, 18 Aprile 2026
spot_img
HomeCulturaVesuvio, il ritorno dei sentieri: il turismo lento dopo la Legge 24/2026

Vesuvio, il ritorno dei sentieri: il turismo lento dopo la Legge 24/2026

di Carla Tanzillo e Antonio Izzo

Il 2026 è un anno di svolta per il turismo lento in Italia. Con l’entrata in vigore della Legge 13 febbraio 2026, n. 24, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 46 del 25 febbraio 2026, i cammini diventano ufficialmente infrastrutture strategiche nazionali. La norma definisce gli itinerari percorribili a piedi o con altre forme di mobilità dolce come strumenti di valorizzazione culturale, ambientale e sociale, e introduce per la prima volta un quadro organico per la loro tutela e promozione.  

Un cambiamento che si riflette anche sul Parco Nazionale del Vesuvio, istituito con D.M. 5 giugno 1995 nell’ambito della Legge quadro n. 394/1991 sulle aree protette, dove negli ultimi anni si registra un ritorno crescente ai sentieri. Secondo i dati ufficiali dell’Ente Parco, il 2024 si è chiuso con 617.524 visitatori al Gran Cono, con un incremento significativo rispetto al 2023. Un trend che prosegue nel 2025 e che, alla luce della nuova legge nazionale, potrebbe consolidarsi ulteriormente nel 2026. Il Vesuvio dispone oggi di 11 sentieri ufficiali, per un totale di circa 54 chilometri di percorsi che attraversano ambienti molto diversi tra loro: antiche colate laviche, boschi di pino e di ginestra, aree di rinaturalizzazione e punti panoramici che si affacciano sul Golfo di Napoli. Camminare qui significa attraversare un paesaggio che porta i segni del fuoco e della rinascita, dove la natura riconquista lentamente spazi modellati dalle eruzioni.

Tra i percorsi più frequentati c’è il Sentiero n. 9 – “Il Fiume di Lava”, che attraversa la colata del 1944 e permette di osservare da vicino la lenta riconquista della vegetazione. «Molti arrivano pensando al vulcano come a un luogo ostile, poi scoprono un ecosistema fragile e sorprendente» racconta Marco, guida ambientale. Negli ultimi anni anche la segnaletica è stata rinnovata e lungo i percorsi compaiono pannelli informativi che spiegano la geologia del territorio e le specie botaniche più caratteristiche dell’area vesuviana. La manutenzione dei sentieri è regolata dal Piano del Parco, che prevede interventi periodici di tutela, mitigazione del rischio e ripristino ambientale. A questo lavoro istituzionale si affianca quello dei volontari. Diverse associazioni locali partecipano ogni settimana alla pulizia dei tracciati e al monitoraggio delle criticità, contribuendo a mantenere i percorsi accessibili e sicuri. «Un sentiero curato è un sentiero vivo», ricorda Salvatore, volontario impegnato da anni nelle attività di manutenzione.

Il ritorno dei camminatori ha effetti positivi anche sull’economia locale. Le attività ai piedi del vulcano — agriturismi, botteghe, aziende agricole — registrano un aumento di presenze, soprattutto nei fine settimana. «Chi viene a camminare spesso si ferma a mangiare o compra prodotti tipici. È un movimento che fa bene a tutti» spiega Anna, produttrice di miele e confetture. Camminare sul Vesuvio significa attraversare luoghi segnati dal fuoco e dalla rinascita, osservare come la natura si riprende gli spazi, lentamente ma con ostinazione. È un messaggio che parla soprattutto ai più giovani, che in questi percorsi trovano un modo per staccare dallo schermo e riconnettersi con il territorio.

Con la nuova legge nazionale e con i numeri in crescita, il 2026 potrebbe diventare l’anno in cui il Vesuvio consolida il suo ruolo di modello di turismo sostenibile: meno pullman, più scarponi; meno fretta, più ascolto. Un invito a guardare il vulcano non come un’attrazione da consumare, ma come un luogo da abitare con rispetto, passo dopo passo.

LEGGI ANCHE ...

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

- adv - spot_img

I più letti

Cosa dicono i lettori