lunedì, Febbraio 6, 2023
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Volontariato: un’esperienza sostenibile per l’anima

Nel giorno del 24 Dicembre 2022, Vigilia di Natale, ho colto l’occasione per poter fare a me stesso un regalo speciale, qualcosa d’insolito, un pensierino che non accade spesso nella mente degli uomini. Questa idea era nei miei pensieri già da tempo e quest’oggi è stata realizzata, assecondando gli umani desideri, la natura del Dhamma, un concetto con più significati, utilizzato da varie filosofie Orientali per descrivere argomenti come quello relativo al “dovere” ma anche per descrivere la legge spirituale. Il fine è stato quello di poter far vivere un momento d’amore all’Io interiore spesso trascurato, perché credo che le intenzioni positive verso sé stessi e verso il prossimo siano necessarie per vivere in armonia con il cosmo, come anche ricorda il seguente termine linguistico della cultura Araba, della religione Islamica, Niyyah, che tradotto significa “intenzione” e vuole descrivere un atto, un’intenzione nel proprio cuore fatta per Amore. Tutto è partito dal personale necessario bisogno umano di apportare un contributo a una società oggigiorno impoverita spiritualmente ma soprattutto, in questi tempi di disumana indifferenza sociale, di collaborare fisicamente in relazione e in armonia con il prossimo. Credo che se la Vita ci mette in condizioni di dare e non di chiedere, allora si deve restituire del tempo per ringraziare la Vita stessa attraverso l’impegno per il prossimo. Questo regalo è stato un dono che ha arricchito la mia anima, dando contemporaneamente ricchezza non materiale in un mondo centrato principalmente sulla materia. Questo atto di solidarietà è stato utile ad alimentare maggiormente i miei valori umani, tutti riconducibili a una sola parola: Amore. Da come si è potuto intuire, questo dono non riguarda l’aspetto materiale della Vita, anzi, il suo contrario perché concerne ontologicamente parlando, l’essenza invisibile, l’aura delle cose che a molti assuefatti umani insensibili, sfugge particolarmente. In questo giorno ho deciso di partecipare come volontario all’iniziativa dell’organizzazione Manitese in collaborazione con Feltrinelli Librerie, presso il centro commerciale le Porte di Napoli, una delle tante realtà più svantaggiate come il Sud Italia. Molto più di un pacchetto regalo è la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi per sostenere i loro progetti e soprattutto mantenere la loro continuità nel tempo. Questa organizzazione nata nel 1964 con 56 anni di attività è impegnata nei progetti di solidarietà nei paesi sottosviluppati, dalle nazioni come il Benin, la Guinea-Bissau e altri Stati dell’Africa sub-sahariana, fino ad altri Stati dell’Asia e dell’America Latina, contando 56 paesi, per contrastare le problematiche come l’abbandono scolastico, violenza di genere e altri problemi relativi a queste popolazioni svantaggiate. Quest’anno ci si è occupati delle donne in Burkina Faso, tutte buone cause per apportare benefici ai più deboli e a chi soffre. Lodevole è l’impegno di gruppi di persone che elargiscono il loro tempo, le loro forze in nome della compassione. Un’altra parola, questa volta termine della cultura africana, per descrivere non superficialmente questo argomento è “Ubuntu”, un’espressione della lingua bantu che indica benevolenza verso il prossimo. Proprio perché questo termine riguarda il concetto di umanità, donare il mio tempo e il mio impegno è stato un momento prezioso, soprattutto dopo anni di uscita dalla crisi pandemica, per aiutare facendo la mia parte con il cuore. Conoscere l’ambiente del volontariato, conoscere altri volontari e chi è solo di passaggio, arricchisce da entrambe le parti soprattutto con un sorriso per dare speranza a molte persone con i loro volti stanchi come ho potuto osservare durante questa intensa esperienza. Ringrazio l’organizzazione Manitese, la responsabile Anna per la sua gentilezza, insieme al direttore della Feltrinelli Agostino per la sua disponibilità. La strada del volontariato è un percorso coraggioso e impegnativo. Molte sono le associazioni che si sono occupate di progetti di solidarietà e continuano nei loro obiettivi. Colgo l’occasione per ricordare il nostro compianto Gino Strada, un grande uomo scomparso di recente che come tanti si è occupato di aiutare sperando che altri uomini sensibili e coraggiosi come lui possano nascere e intraprendere la strada del Bene. Ci auguriamo per il nuovo anno che le associazioni, le organizzazioni e i gruppi che si occupano di offrire beneficenza, possano in sinergia collaborare con unità, in quanto solo uniti è possibile convergere per raggiungere la stabilità necessaria al funzionamento dell’intero sistema.

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