venerdì, 15 Maggio 2026
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Inaugurato a Boscoreale il Centro Giornalistico e Culturale “Impastato-Siani”: dal cemento della camorra alla libertà della cultura

Carla Tanzillo e Antonio Izzo

A Boscoreale, nel cuore pulsante e complesso del territorio vesuviano, la lotta alle mafie ha compiuto un passo decisivo, facendosi materia viva, inchiostro, voce digitale e condivisione quotidiana. In via Papa Giovanni XXIII, all’interno di un immobile sottratto alla camorra, è stato inaugurato il Centro Giornalistico e Culturale “Impastato-Siani”, un presidio di legalità che si pone come un unicum nel panorama nazionale. Per la prima volta in Italia, un bene confiscato non si limita a una funzione sociale generica, ma si trasforma nel cuore di un ecosistema informativo integrato dove convivono, in una sintesi inedita, la biblioteca comunale, una sala podcast all’avanguardia, il set della webtv Volwer e spazi dedicati alla promozione della lettura per l’infanzia. Questo progetto non è soltanto un atto di riappropriazione territoriale, ma una vera e propria officina di democrazia che fonde la memoria storica con le tecnologie del futuro.

L’inaugurazione del centro ha rappresentato il momento culminante della rassegna «Sulle orme di Peppino e Giancarlo», parte integrante del progetto Volwer Lab, finanziato dai fondi del NextGeneration EU. Un percorso che ha saputo intercettare l’energia di 160 studenti provenienti da quattro istituti superiori dell’area oplontina, dimostrando concretamente come il ricordo del sacrificio di chi ha pagato con la vita la ricerca della verità possa tradursi in opportunità di formazione e crescita professionale. Il taglio del nastro è avvenuto in un clima di intensa partecipazione emotiva, nobilitato dalla presenza di Giovanni Impastato e Paolo Siani. I fratelli dei due cronisti simbolo della lotta alla criminalità organizzata hanno idealmente unito Sicilia e Campania, indicando Peppino e Giancarlo non come icone statiche, ma come bussole morali per le nuove generazioni, definite senza mezzi termini le “sentinelle della democrazia” di domani. All’evento ha preso parte un parterre istituzionale di rilievo, tra cui il vicepresidente della Regione Campania Mario Casillo, il vescovo di Nola monsignor Francesco Marino, il viceprefetto Aniello De Angelis e la presidente del Tribunale di Torre Annunziata Giovanna Ceppaluni, insieme ai rappresentanti di FNSI, Fondazione Polis e Agrorinasce, a testimonianza di una rete statale e civile compatta.

Isabella Manzo, presidente dell’associazione Eiraionos che avrà l’onore e l’onere di gestire la struttura, e il sindaco Pasquale Di Lauro hanno ribadito con forza come la restituzione di questo spazio alla cittadinanza rappresenti il miglior investimento possibile sul futuro del territorio. Lo Stato, in questa prospettiva, vince nel momento in cui riesce a saldare l’indispensabile azione repressiva con un’opera educativa costante e capillare. Il Centro Impastato-Siani si propone dunque come un laboratorio multimediale permanente: qui il sapere tradizionale custodito nei libri della storica biblioteca comunale, per troppo tempo rimasta inaccessibile, incontra la sperimentazione dei nuovi linguaggi comunicativi. I giovani di Boscoreale e dei comuni limitrofi avranno la possibilità di cimentarsi con la produzione audio, le video-interviste e il giornalismo d’inchiesta, mantenendo sempre la lettura e il pensiero critico come baricentro di ogni attività. L’obiettivo è ambizioso: evitare la creazione di un museo celebrativo per dar vita a un luogo dinamico, dove i nomi di Impastato e Siani possano rappresentare motori di un impegno civile che si rinnova ogni giorno attraverso l’azione dei ragazzi.

Particolarmente toccanti sono stati gli interventi dei familiari dei due cronisti, che hanno intravisto nell’apertura del centro il riscatto collettivo di una terra martoriata. Se Giovanni Impastato ha posto l’accento sulla vittoria fisica del bene, visibile negli scaffali colmi di volumi laddove un tempo regnava l’oscurità del potere criminale, Paolo Siani ha sottolineato come la voce dei giornalisti uccisi continuerà a vibrare proprio grazie ai ragazzi che popoleranno queste sale. In un’area geografica che ancora convive con fragilità sociali e tentacoli criminali, la nascita di questa struttura assume un valore universale e simbolico: la cultura eletta a forma più alta e nobile di resistenza.  Ora che i riflettori della cerimonia si sono spenti, inizia la sfida più complessa: quella della continuità. Se Boscoreale saprà trasformare questo centro in un punto di riferimento per ogni cittadino, quel bene confiscato smetterà finalmente di essere monito di un passato violento per diventare motore di un futuro libero.

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